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Siamo in una enclave di lingua francese circondata da un mare di cultura anglofona. E il legame con la Francia, che poteva diventare uno scoglio a cui aggrapparsi per difendere la propria identità, non è stato così forte da impedire una completa emancipazione della madre patria. Questo stato ha moltissimo da offrire ai viaggiatori: dalla ricercatezza e vivacità di città come Montreal e Québec, all'ambiente più campagnolo e rustico dei Cantons - de - l'Est, per arrivare al Charlevoix e le sue bontà gastronomiche. Dal punto di vista paesaggistico gli occhi possono godere delle montagne dei Laurentides come delle scogliere del Rivière Saguenay. Il tutto in un clima umano rilassato in cui i québécois vivono una vita lenta, all'insegna della tolleranza e della liberalità. Ovviamente una delle particolarità del Québec è la lingua, il francais québécois, un po' diverso da francese europeo, sia per alcuni vocaboli sia per l'accento. A rendere molto colorito questo idioma sono le imprecazioni che hanno per oggetto la chiesa e il sacro; nonostante, o forse proprio per il potere che ancora oggi la chiesa detiene, essa è diventata il bersaglio preferito per le espressioni più volgari.

La storia del Québéc è ancora più complessa e variegata di quella degli altri stati e province canadesi. Il Québéc, prima dell'arrivo degli europei, era abitata da diverse popolazioni native tra cui mohawk, cree, innu e inuit che si dividevano pacificamente il territorio. Attorno alla metà del 1500 arrivarono i francesi che ebbero presto da lottare con gli inglesi per il predominio. Lotte che continuarono per tutto il XVII secolo fino a quando gli inglesi ottennero una vittoria decisiva nella battaglia della Piana di Abraham. La presenza inglese divenne ancora più numerosa nella seconda metà del '700 con l'arrivo di molti lealisti britannici in fuga dagli Stai Uniti. Fu in quegli anni che il territorio venne diviso in Upper Canada, l'attuale Ontario, e il Lower Canada, cioè l'attuale Québéc in cui si stanziò la comunità linguistica francese.

Fu in epoca recente, cioè nel XX secolo, che il Québéc si trasformò da società prevalentemente rurale in una società più urbana, pur rimanendo legata alla cultura cattolica tipica della prima fase della sua storia. Ancora oggi quasi il 90% della sua popolazione pratica questa religione. Seppure un po' meno conservatrice di quella dei secoli scorsi, quando il Québéc si considerava un avamposto del cattolicesimo nel profondo nord. Negli anni sessanta il Québéc iniziò ad accarezzare l'idea di conquistarsi una totale autonomia dal Canada dopo quella che fu definita la "rivoluzione silenziosa" che rimise in discussione molti dei valori culturali della società francofona. Nel 1976 il partito indipendentista Parti Québécois prese il potere e indisse anche due referendum per decidere il distacco dal Canada: ma i risultati furono, entrambe le volte, contrari a questa ipotesi. Adesso gli abitanti del Québéc, soprattutto i più giovani, non mostrano alcun interesse rispetto a questa questione, rivolti come sono verso il mondo intero più che a piccole beghe territoriali.

Come dicevamo all'inizio il paesaggio del Québéc è tra i più vari e suggestivi di tutto il Canada: montagne, le coste della penisola di Gaspé, e le foreste del nord, i parchi nazionali e la tundra dell'estremo nord fanno di questo stato qualcosa di geograficamente mozzafiato. Il clima è quanto di più vicino si possa immaginare quando si parla di fortissime escursioni termiche; si può andare dalle caldi estate di Montreal con i suoi 40 gradi, fino ai rigidissimi inverni che, in alcune zone toccano sì i 40 gradi ma sotto zero. Le nevicate invernali sono abbondanti ma non compromettono la limpidezza e il sole della maggior parte delle giornate.

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Come in altri stati del Canada anche nel Québéc la principale attrattiva sono i parchi con le loro bellezze naturali e la possibilità di immergersi nella natura con attività come il kayak, il rafting, le camminate e il camping in zone remote. Tra i più belli e spettacolari il Parc national de Forillon e il parco di Mont-Tremblant. L'organizzazione Parks Canada oltre ad alcuni parchi gestisce anche alcuni luoghi di interesse storico come suggestivi forti e fari che meritano una visita. Oltre ai parchi il Québéc è ricco delle così dette rèserves fauniques che oltre a proteggere l'ambiente e la fauna, sono impegnate a rendere accessibili queste zone anche ai visitatori, senza alterarne l'equilibrio. Un altro modo per immergersi nella natura in luoghi meno frequentati dei parchi nazionali.

Per quanto riguarda i collegamenti, gli aeroporti di Montreal e di Québéc sono collegati alle più grandi città del mondo con voli delle compagnie Air Canada, Air France e Porter Airlines. Le compagnie Air Inuit e Air Creebec garantiscono i collegamenti con l'estremo nord.


(1) Commenti

Arben hylviu
10 gennaio 2017, 20:10
Mi piacerebbe avere un lavorò dignitoso per vivere

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